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Cascina – IL P.S.I. ricorda i martiri socialisti

Il 21 luglio 1921 l’assalto delle camice nere a Sarzana falli per la reazione delle forze dell’ordine, il giorno dopo gerarchi fascisti giravano per il comune Cascina e pretendevano con la violenza l’esposizione delle bandiere a lutto nei palazzi pubblici e privati  giunto in un locale pubblico a Sant’Anna nasceva un rissa in cui caddero due fascisti e il di loro conduttore del calesse .

Per vendicare lo smacco subito dalla reazione popolare le squadracce organizzarono una spedizione punitiva in forze.

Presi di mira furono i socialisti di san Frediano che erano soliti riunirsi in una casa di via Macerata.

Il 23 luglio giunti davanti alla corte si accorsero che vi era un camion dell’esercito e temendo qualche sorpresa pensarono allora di sfogare la loro rabbia sul consigliere socialista Bartoli.

Non avendolo trovato afferrarono il di lui figlio e lo uccisero con quattro pugnalate e lo gettarono nel fosso emissario; tratto da – L’ora Nostra – periodico della Federazione Socialista Pisana.

Il 22 luglio del 1945 il Partito Socialista di Cascina appose una lapide che ricordava il sacrificio sulla casa dei Bartoli .

E li e stata finche negli anni novanta oltraggiata da neo fascisti fu portata per i restauri ai magazzini comunali .

Oggi  i socialisti di Pisa e Cascina rendono nuovamente onore ad Archimede Bartoli con la stessa bandiera che  padre e figlio avevano tenuto in alto con la loro militanza a difesa del lavoro e della democrazia plurale contro tutte le tirannie.

 

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