Crespina-Lorenzana – La Uil scuola provinciale interviene sulla vicenda scolastica

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Crespina-Lorenzana – La Uil scuola provinciale interviene sulla vicenda scolastica

Riceviamo questa lettera aperta a noi indirizzata che pubblichiamo integralmente

            Mancano pochi mesi all’avvio del nuovo anno scolastico e ci troviamo a dover commentare una scelta assurda del Comune di Crespina Lorenzana, una scelta contro la scuola. Sopprimere una classe, per riadattare spazi. Una scelta senza ragioni!  Hanno preso in giro i lavorati,  hanno preso in giro i genitori senza neppure contattarli. La presa in giro è del mondo scolastico nella sua complessità! Come sindacato dei Lavoratori ci portiamo dentro l’amarezza dell’ennesima dimostrazione di insensibilità dell’istituzione verso la scuola vera, quella che facciamo giorno dopo giorno, con impegno e sofferenza, quella che vorremmo vedere valorizzata da parte delle istituzioni, invece ogni volta una nuova delusione. Incontrare una insensibilità che si nasconde dietro i meccanismi impietosi dell’istituzione comunale oltre che del suo bilancio l’amarezza  è ancora più forte perché come UIL Scuola abbiamo avuto l’opportunità di ascoltare la sofferenza dei lavoratori scolastici coinvolti nel ridimensionamento scolastico oltre che delle famiglie e studenti. Leggendo il testo della giunta comunale appuriamo che16 studenti che dovrebbero frequentare nell’ a.s. 2021/2022 l’istituto comprensivo “Mariti”, potrebbero essere trasferiti presso altre istituzioni scolastiche viciniori per una insensata scelta politica fatta dall’amministrazione comunale legata ai costi e al pendolarismo scolastico. E’ evidente a chiunque che andare a produrre una modifica in itinere della struttura urbanistica con cambio di destinazione d’uso – soprattutto nella fase conclusiva del percorso delle iscrizioni  con organico ormai definito –  compromette in misura rilevante la didattica, la qualità dell’insegnamento oltre  la sicurezza dei nostri allievi. La grande amarezza, in tutta questa storia, è il fallimento di una scuola che, attraverso i suoi preposti, nulla garantisce la didattica oltre che ai nostri allievi. Avremmo voluto più spazi, più aule, più accoglienza, più inclusione. Contestiamo un sistema tiranno in ogni ordine e grado, che considera i ragazzi solo numeri per i propri fini, senza considerare la risorsa umana, in gioco c’è la tutela dell’istruzione pubblica.

La programmazione dell’offerta formativa e del dimensionamento scolastico viene proposta in primis dal Comune in collaborazione con la scuola e poi vagliata a livello zonale e provinciale e infine invia alla  Regionale nel mese  di Novembre. La   Giunta Regionale entro la fine di Dicembre delibera l’approvazione della programmazione dell’offerta formativa e del dimensionamento della rete scolastica.  (D.G.R. n. 985 del 27 luglio 2020 “Indirizzi regionali per la programmazione dell’offerta formativa e del dimensionamento della rete scolastica per l’anno 2021/2022). Come si spiga un intervento di fine gennaio, ad iscrizioni concluse, da parte dell’amministrazione? Sicuramente la Scuola che ha ben presente le necessità e gli spazi educativi necessari già prima dell’iscrizione aveva richiesto all’amministrazione le risorse strutturali e i servizi necessari?  

Un atteggiamento di non ripensamento da parte dell’amministrazione comunale non farebbe altro che rafforzare la nostra convinzione che la scuola in tutte le  sue  componenti sta subendo un’ingiustizia. lesiva del diritto allo studio.  Siamo determinati ad appellarci agli uffici competenti per il rispetto dei diritti  e delle normative  Ribadiamo altresì  il ruolo  centrale  della  scuola  nella  società della conoscenza. Il ruolo scolastico infatti è quello di innalzare i livelli di istruzione e le  competenze delle studentesse e degli studenti, rispettandone i tempi e gli stili di apprendimento, per contrastare le diseguaglianze socio-culturali e territoriali, prevenire e recuperare l’abbandono e la dispersione scolastica,  in  coerenza  con  il  profilo  educativo,  culturale  e professionale dei diversi gradi di  istruzione,  per  realizzare  una scuola   aperta,   quale   laboratorio   permanente    di    ricerca, sperimentazione e  innovazione  didattica,  di  partecipazione  e  di educazione alla cittadinanza attiva, per garantire  il  diritto  allo studio, le pari opportunità di successo formativo  e  di  istruzione permanente dei cittadini. In conclusione dovendo affrontare per il secondo anno scolastico la pandemia, il minimo che ci saremmo attesi da parte delle istituzioni una maggiore attenzione alla didattica e alle esigenze delle famiglie. Una scuola dove le aule sono laboratorio di vita e non i laboratori diventano motivo di non inclusione.

Il segretario territoriale UIL Scuola Pisa

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