Pisa – CUB: Toscana aeroporti ci dica il suo piano industriale per la pandemia

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Pisa – CUB: Toscana aeroporti ci dica il suo piano industriale per la pandemia

Si è tenuta una assemblea on line organizzata dalle sigle sindacali presenti in Toscana aeroporti. Bontà loro, inclusa Usb così desiderosa di sedere con i sindacati firmatari di contratto, ci si attiva per gli appalti solo quando sono in gioco gli interessi dei lavoratori della società ossia di Ta e Tha.
 
La logica è quella di sempre: l’unità non nasce dalla pari dignità dei lavoratori e delle lavoratrici che diventano strumento di manovra per ottenere tavoli di trattativa.
 
Saremo forse ingenerosi ma per 20 anni la situazione negli aeroporti è sempre stata la stessa: le lavorazioni piu’ gravose sono state esternalizzate a cooperative che applicano contratti sfavorevoli e per la specifica organizzazione del lavoro per lo piu’ in part time.
 
I lavoratori degli appalti sono diventati quelli che svolgono servizi di facchinaggio e pulizia a costi decisamente piu’ bassi per TA e Tha.
 
Gli stessi lavoratori delle società hanno ben pensato che esternalizzando queste lavorazioni la qualità della loro vita sarebbe migliorata ma l’intero sistema di esternalizzazioni \privatizzazioni alla fine si è dimostrato fallimentare anche per loro stessi.
 
Non si tratta di contrapporre ma di unire i lavoratori e le lavoratrici tuttavia nella chiarezza.
 
Si parla di sciopero quando ci sono il 30 per cento dei voli e in virtu’ delle regole vigenti, sottoscritte da tutti i sindacati, si potrà scioperare tra settimane e non senza quei contingenti minimi precettati che vanificherebbero la riuscita della iniziativa.
 
E poi scioperare per cosa?
 
Noi non ci sottraiamo allo sciopero e alla mobilitazione comune ma vogliamo mettere in chiaro le questioni dirimenti
 
– esiste un piano industriale della società per i mesi pandemici? Perché non chiederne la pubblicazione tutti insieme?
 
– possiamo limitarci a invocare nuovi ammortizzatori sociali che probabilmente arriveranno dal Governo o dobbiamo guardare invece agli scenari futuri dentro i due scali toscani?
 
– corrisponde a verità la notizia che una serie di attività oggi gestite dalle cooperative in appalto potrebbero essere reinternalizzate per ridurre i costi ma senza il personale che con il ritorno dei licenziamenti collettivi perderebbe il posto?
 
– è vero che si sta preparando una manifestazione di interesse con dei costi risicati che costringerebbero il futuro appaltatore a privarsi di oltre la metà dei lavoratori negli appalti di handling e pulizie?
 
– qual’è l’intenzione della Regione Toscana che ha dato alla società 10 milioni di euro? Sono fondi pubblici destinati a salvaguardare anche gli attuali appalti, lavoratori in primis, oppure no?
 
Queste sono le domande fatte al Prefetto di Pisa e che porremo anche al Sindaco di Pisa a cui abbiamo chiesto un incontro pregandolo di estendere l’invito a tutto il mondo sindacale perché noi, al contrario degli altri, l’unità la costruiamo nella chiarezza e partendo dai bisogni dei lavoratori più deboli, quelli degli appalti.

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