Volterra – Fondazione CrVolterra: “Sulla sanità locale solo promesse”

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Volterra – Fondazione CrVolterra: “Sulla sanità locale solo promesse”

Mi domando con sconcerto in che direzione e logica va la scelta di questi giorni – attacca Roberto Pepi presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra riguardo alla decisione da parte dell’ Asl di ridurre il turno del cardiologo da 24 a 12 ore escluso i festivi – è vero che dovrebbe arrivare una guardia medica attiva anestesiologica h 24, ma ciò per ora è solo una promessa, mentre la certezza sta nella volontà di distruggere uno dei primi centri cardiologici creati in Toscana dal compianto dott. Lauro Papi. In questo anno di pandemia abbiamo assistito a un mea culpa generale, a partire dalla Corte dei Conti, per i tagli dissennati e la scarsa cura perpetuata nel passato nei confronti della sanità territoriale e degli ospedali minori, e alla vitale necessità di recuperarli, rilanciarli e metterli al centro dell’attenzione del territorio. Mi ero illuso – insiste Pepi – che fosse cambiato il vento, e che la tendenza che ha sempre contraddistinto la politica regionale, e non solo, nei confronti di Volterra ed ancor più della sua sanità, si fosse invertita e avesse mutato segno, ma mi sbagliavo. E poi cerchiamo di essere onesti e trasparenti, da dove dovrebbero arrivare i 6 milioni di euro promessi per il tanto sbandierato potenziamento del nostro ospedale? Da eventuali ‘avanzi’ di altri cantieri della sanità toscana, per esempio quello dell’ospedale di Livorno? E se questi “avanzi” non ci saranno, se, come sempre succede, il consuntivo sarà superiore al preventivo e a Volterra non toccasse niente, quando lo sapremmo? Tra quattro o cinque anni? No, non ci stiamo a questo assurdo modo d’intendere e di procedere – continua con forza il presidente – se c’è la volontà reale, e non quella dell’annuncio e dell’apparire, di migliorare e potenziare il nostro ospedale allora lo stanziamento deve essere certo, immediato e compreso nelle disponibilità che arriveranno alla R.T. dal Recovery Plan da destinare alla sanità. Solo così, nero su bianco, ci crederemo, diversamente vorrà dire che nelle settimane scorse abbiamo assistito a una rappresentazione di scarso gusto e altamente offensiva per i cittadini di questa valle. Da parte mia sono mortificato per queste assurde compensazioni – ti prometto qualcosa da una parte e ti tolgo di più dall’altra – e offeso come cittadino ma ancora più come esponente di un ente, la Fondazione CRV da sempre vicina, collaborativa e disponibile nei confronti della sanità del territorio. Mi rivolgo al presidente Giani – conclude Pepi – chiedendo con forza e determinazione che obblighi l’Asl a ritornare subito sui suoi passi e ripristini il servizio ora in pratica soppresso. I 4 posti letto UTIC sono ancora lì, non facciamoli morire”.

 

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