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Pisa – Della sanità ormai non se ne parla più

Mentre le varianti del Covid impazziscono e le vaccinazioni tardono rinviando i tempi delle immunizzazioni di massa , le attenzioni mediatiche si sono spostate sul cambio di Governo e della pandemia si parla poco e in termini statistici.

La parola ai professori, ormai da mesi sono i volti ai quali affidano le notizie sulla pandemia togliendo dall’imbarazzo i politici di turno che si appellano all’Unità europea per ricevere più dosi vaccinali.

I buoni propositi in materia di salute dei cittadini dove sono finiti? Negli ospedali si sono assunte poche unità di personale, spesso le cooperative e gli interinali diventano ancora di salvezza per reperire professionalità in presenza di tempi lunghi per le assunzioni tramite contratto a tempo indeterminato, non si intravedono cambiamenti reali per potenziare la ricerca in campo medico, non sono nati laboratori pubblici dove effettuare sperimentazioni. Una novità rispetto a 11 mesi fa esiste, del personale sanitario non si parla più, gli angeli (come venivano chiamati) sono diventati fantasmi, le retribuzioni rimaste ferme senza rinnovi contrattuali,  le strutture ospedaliere abbandonate sono rimaste tali senza alcun piano di recupero, numerosi Enti locali stanno trovando, in fretta e furia, sedi incerte per le vaccinazioni piuttosto che ristrutturare ambulatori e ospedali dismessi, una perfetta continuità con la politica dei tagli della spending review.

Nelle prossime settimane la polemica investirà i medici di base , se dovranno operare a casa le vaccinazioni perché ormai è acclarato il fallimento del sistema pubblico delle task force e la colpa è solo da attribuire a chi ha ridotto ai minimi termini gli organici e gli strumenti di lavoro nella sanità pubblica stessa.

Ci sarebbe da chiedersi se sia ancora valido il principio di attribuire alle Regioni, e non allo stato, le competenze in materia di sanità, intanto al Governo sono arrivati i pasdaran dell’autonomia differenziata ed è di per sé un dato preoccupante per salute e istruzione in un terzo del paese.

La cosiddetta sinistra esulta per la conferma di Speranza al Ministero della salute, il che dovrebbe indurre a pensare a una continuità con  le politiche del passato , notizia preoccupante vista la situazione attuale.

Di porre fine al numero chiuso per l’accesso universitario alle professioni mediche non si parla piu’, forse gli Ordini professionali continuano ad avere un peso e una influenza ancora troppo forte per un deciso cambio di marcia?

In questa crisi di Governo la sanità e la salute pubblica sono scomparsi, eppure i dati dei contagi e le morti continuano ad essere elevate, chi si preoccuperà allora della nostra salute?

Maurizio Ficeli

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