San Miniato – Serata davvero importante quella di venerdì 22 alla presenza di tanti artisti

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San Miniato – Serata davvero importante quella di venerdì 22 alla presenza di tanti artisti

Serata davvero importante quella di venerdì 22 alla presenza di tanti artisti e autorità, tra l’altro Simone Giglioli, sindaco di san Miniato, Elisa Montanelli, vicesindaco e Loredano Arzilli, assessore alla cultura. L’occasione era data dalla mostra di Uyiosa Aghaowa, un artista nigeriano, ospite del Movimento Shalom a Forcoli. 

“La mostra si inaugura – ha detto Simone Giglioli – in questo spazio, sotto l’arco che conduce al Seminario, uno spazio piccolo, ma importante, nel pieno centro della città, dove già in passato sono state organizzate iniziative di valore, come quella di oggi, che fa vedere il lavoro straordinario di un giovane africano fuggito dalla disperazione del suo paese, portando dietro una grande esperienza espressiva, come si vede nei suoi quadri”.

Da parte sua, Loredano Arzilli, ha ringraziato Andrea Mancini e Aurelio Cupelli, che hanno voluto questa iniziativa, per aver chiamato la loro “galleria”, Orcio d’Oro, così come si chiamava quello spazio espositivo voluto da don Luciano Marrucci, pochi metri più in là, in via della Cisterna.

Insomma una bella serata, con la evidente commozione di Uyiosa, una volta tanto al centro di una meritata attenzione. Da parte di tutti i presenti, che si sono mossi anche da molto lontano, Livorno, Certaldo, Siena e così via, un grande plauso per l’inizitiva, in molti hanno detto; “Finalmente. Ce n’era bisogno!.

Si è  parlato anche delle iniziative che seguiranno, con mostre importanti, sia di pittura, che di fotografia, poi presentazioni di libri, serate di teatro e musica.

Cos’è Orcio d’Oro?

Orcio d’oro, officina culturale, nasce o meglio rinasce, nello spazio della Torre degli Stipendiari, grazie a due associazioni, La conchiglia di Santiago e Buccianofotodiariofestival, ma soprattutto grazie all’Assessorato alla Cultura del Comune di San Miniato, che l’ha fortemente voluta.

Ci leghiamo intanto alla tradizione di uno Spazio dell’Orcio voluto da Luciano Marrucci, il sacerdote poeta che guidò tra il 70 e l’80 un gruppo di artisti, scrittori, uomini di teatro, non solo di San Miniato, ma provenienti da tutta Italia, in qualche modo anche dall’estero, in una galleria d’arte, che era anche un luogo d’incontro, a poche decine di metri dal nostro, in via della Cisterna, naturalmente a San Miniato. Ci è piaciuto pensare al passato, anche per costruire il futuro della città, aprendo un luogo di confronto e di proposta culturale.  Da qui il sottotitolo: Officina, dove si possa anche costruire, lavorare ed elaborare.

Chi è Uyiosa Aghaowa, pittore di Benin City?

Uyiosa Aghahowa è il primo pittore che presentiamo all’Orcio d’oro. Officina culturale. Si tratta di un artista nigeriano di notevole valore e interesse, questo per far capire immediatamente il senso del nostro progetto, rivolto ad artisti storici, ma anche aperto a giovani, o ad artisti particolari, italiani e stranieri.

La nostra è la prima personale che l’Italia dedica a Uyiosa, un giovane uomo – oggi ha trentasette anni – strappato al suo paese, dopo che un  gruppo di jahidisti aveva incendiato il suo negozio atelier, in Nigeria. Da allora lui ha intrapreso – come tanti altri africani – un viaggio della speranza verso l’Europa, attraversando prima il Niger, poi la Libia e il deserto, infine il mare, per approdare in Italia, su uno dei gommoni carichi di uomini e donne. Alla fine della sua Odissea, è arrivato alla Croce Rossa di Pisa. Qui è stato accolto, curato, accudito e, proprio in quei primi giorni, ha incontrato un italiano che lo ha accompagnato alle officine del marmo, a Pietrasanta.

Qui Uyiosa ha lavorato per almeno sette mesi, accompagnato ogni giorno dal suo giovane amico e forte della scuola di scultura che aveva frequentato per molti anni a Abuja, in Nigeria. Poi è accaduto quello che per noi sarebbe una tragedia, mentre per un africano è qualcosa di diverso, è una specie di destino avverso, contro il quale non si deve neppure inveire. Infatti Uyiosa è stato trasferito, da Pisa a Capannoli, e poi da Capannoli a Forcoli, in un luogo troppo fuori mano, troppo distante dai laboratori del marmo. Insomma l’esperienza è arrivata a conclusione.

Uyiosa ha però continuato a dipingere, e il lavoro che porterà in mostra racconta almeno una parte di questi ultimi anni (è in Italia dal 2016) e delle sue vicissitudini.

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