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Pisa – La Confcommercio Pisa scrive al Governo

I negozi sono luoghi sicurissimi, perché si entra solo con la mascherina, ci si sanifica le mani, si rispetta il distanziamento e tutte le prescrizioni previste. Per noi la sicurezza è una priorità assoluta, per questo un eccesso di allarmismo non serve a nessuno”. A parlare è Federica Grassini, presidente di Confcommercio Provincia di Pisa: “Questi continui e ripetuti annunci drammatici creano panico e condizionano le persone, i comportamenti di acquisto e di conseguenza la tenuta dell’economia”.

Una economia che a detta della presidente fa acqua da tutte le parti, tanto che l’associazione pisana ha scritto e recapitato direttamente al Governo una lettera con tre richieste fondamentali: cancellazione delle tasse, contributi a fondo perduto, sostegno al credito. “I dati in nostro possesso sono drammatici – spiega Grassini – se non si interviene con decisione cancellando le tasse perderemo definitivamente non solo la possibilità di agganciare la ripresa economica, ma non si riuscirà neanche ad evitare migliaia di chiusure delle imprese del commercio, del turismo e del terziario”.

Questi i tre punti toccati dalla lettera inviata da Confcommercio Provincia di Pisa:

tasse e tributi. “Considerando la situazione attuale, è ineludibile la cancellazione di tutte le tasse a carico delle imprese (Imu, Tari, Irpef, Inps, Inail) relativamente all’anno in corso, sull’esempio di quanto già fatto a livello locale da parte di molti comuni e non il semplice posticipo o rinvio delle stesse. Auspicabile anche un taglio dell’IVA per favorire il rilancio dei consumi interni. Inoltre, vista la grave crisi di liquidità in cui versano imprese e lavoratori autonomi a causa dell’emergenza economica e sociale dovuta alla pandemia da COVID-19, ritieniamo opportuna una ulteriore proroga dell’azione di riscossione dei tributi già iscritti a ruolo”.

contributi a fondo perduto. “Senza l’immissione di liquidità fresca per fronteggiare l’emorragia di incassi, le aziende finiranno per morire di debiti, tra bollette, fornitori, stipendi, burocrazia. Il contributo a fondo perduto dovrà essere corrisposto in una percentuale assai significativa dei mancati incassi dovuti a chiusura, restrizioni, crollo dei consumi e di presenze, attingendo anche alle ingenti risorse del Recovery Fund”.

 

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