Pisa – Adozioni internazionali, maxi truffa

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Pisa – Adozioni internazionali, maxi truffa

Il pubblico ministero Daniela Pischetola aveva chiesto 7 anni e mezzo di carcere, concludendo la sua lunga requisitoria – circa tre ore – davanti il collegio del tribunale di Savona, citando alcune delle dichiarazioni sofferte, rese tra le lacrime, dalle coppie che avevano intrapreso un percorso per diventare genitori, e poi si sono accorti di essere finiti al centro di un inganno internazionale, uscendone con il portafoglio sgonfio, ma soprattutto con il cuore graffiato. E risentire quelle frasi, con la voce appassionata e decisa, della pubblica accusa, aveva creato tra le parti civili – presenti alla discussione – un clima di commozione misto a rabbia.

Dopo una lunga camera di consiglio i giudici hanno invece inflitto quattro anni di reclusione – nel processo sui raggiri delle adozioni in Kirghizistan – a Silvia La Scala, 71enne, presidente della Onlus Airone con sede legale ad Albenga (che aveva una sede anche a Pisa) finita nel mirino della procura dopo la denuncia delle coppie che avevano pagato ingenti somme di denaro nella speranza di adottare bimbi kirchizi. Alla pena detentiva si è aggiunta però anche quella del pagamento di 50 mila euro di provvisionale ad ognuna delle 8 parti civili, oltre le spese processuali e 1400 euro di multa. Assolta invece, per non avere commesso il fatto,l’interprete-collaboratrice Inna Troukhan, 49enne, per la quale la Procura aveva chiesto 5 anni, e che si è sempre detta estranea ai fatti. Secondo gli inquirenti, i vertici dell’associazione “Airone” che era autorizzata ad operare nel settore dalla Cai (Commissione per le Adozioni Internazionali), mandavano le coppie in Kirghizistan con la promessa che la procedura per i bambini sarebbe stata semplice e veloce. I bambini che però erano stati associati alle famiglie italiane non erano adottabili e, in alcuni casi, erano già stati dati a coppie statunitensi.

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