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Pisa – Ricorso alla Corte di Stato per la Moschea

Proseguirà alla Corte di Stato la lotta dell’amministrazione comunale a trazione leghista per impedire la realizzazione di una moschea a Porta a Lucca, progetto portato avanti dalla comunità islamica cittadina. Ad annunciarlo è stato il sindaco Michele Conti, che ha riferito di aver dato mandato agli avvocati per preparare il ricorso contro la sentenza del Tar che ha annullato alcuni atti del Comune relativi all’area dove dovrebbe sorgere il luogo di culto con annesso centro culturale.

In particolare, il Tribunale amministrativo della Toscana, accogliendo il ricorso della comunità islamica, ha annullato il cambio di destinazione d’uso dell’area – da luogo di culto a parcheggio – quando questa già era stata acquistata e già era stato chiesto il permesso a costruire. Per il Tar la modifica di destinazione d’uso del terreno è da considerarsi nulla, in quanto “rilevante ostacolo all’esercizio di manifestare la propria libertà di culto“, così come nullo è da ritenersi il diniego a costruire arrivato prima che la Soprintendenza si esprimesse nel merito.

Conti ha anche aggiunto che il ricorso del Comune al Consiglio di Stato fa seguito all’istanza cautelare presentata Mibact e Soprintendenza. Che però, nel frattempo, hanno fatto marcia indietro, come reso noto  con soddisfazione dalla comunità islamica pisana.

In attesa di ulteriori sviluppi, si segnala per le 18,30 di domani – mercoledì 8 luglio – un incontro pubblico sul terreno dove dovrebbe sorgere il centro culturale islamico, all’incrocio fra via del Brennero e via Chiarugi. L’incontro, aperto a tutti e in particolare ai residenti della zona di Porta a Lucca e del villaggio Cento Fiori, è promosso dal comitato ‘Sì alla libertà di culto’ e ha per titolo ‘Moschea: preoccupazione o occasione?’.

Si tratterà di un “momento di confronto e di dialogo per capire se la moschea può essere una preoccupazione oppure un’occasione di scambio culturale – hanno spiegato dal comitato -. In attesa che anche il consiglio comunale ne discuta alla luce della sentenza del Tar, cominciamo a farlo noi cittadini!

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