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Chianni – Quel pasticciaccio brutto della discarica del Grillaio

Puntualmente il problema della discarica di Chianni, nata per ricevere rifiuti urbani per 350000 metri cubi ed invece utilizzata per 1500000 chiusa provvisoriamente per comprovati danni ambientali nel 1998, si ripropone alla opinione pubblica con scadenza quinquennale. Di fronte all’approssimarsi delle elezioni ed alla conseguente necessità di giustificare la proprie azioni amministrative alcuni attori si mobilitano per narrare all’opinione pubblica un loro forte impegno a tutela della salute dei cittadini, sottacendo le loro oggettive responsabilità e della parte che rappresentano nelle istituzioni. Nel gennaio del 2014 la Regione Toscana, la Provincia di Pisa, i comuni di Chianni, Terricciola e Laiatico firmano un protocollo di intesa rivolto ad assicurare i necessari interventi di ripristino con soluzioni che consentono di evitare ulteriori conferimenti in discarica.

Questo documento fu sbandierato come un risultato di grandi proporzioni invece ha generato uno sviluppo paradossale: un pasticcio di cui portano la maggiore responsabilità la stessa Provincia di Pisa e la Regione Toscana, infatti l’Amministrazione provinciale con determina del gennaio 2014 approva il progetto di NSA, la società di gestione rifiuti subentrata alla SA, di messa in sicurezza e
ripristino ambientale del sito con il conferimento di 270000 metri cubi di rifiuti speciali per il modellamento del terreno; cosa che ha portato ad un contenzioso amministrativo fra i comuni e la società proprietaria della discarica conclusasi tempo dopo con la conferma della legittimità della determina provinciale nella considerazione da parte della magistratura che nessuna delibera provinciale aveva revocato e nessun protocollo ne aveva previsto il superamento.

Inoltre con il passaggio alla Regione della funzione del rilascio delle autorizzazioni ambientali sono emerse con maggiore evidenza le ambiguità di chi aveva a suo tempo firmato il protocollo di intesa.

La Regione Toscana non solo confermava l’impossibilità di finanziare il recupero della discarica ma, dopo aver negato validità giuridica all’intesa siglata a suo tempo, chiedeva stando a quanto dichiarato da NSA di predisporre un progetto di recupero con il conferimento di amianto, nonostante la sofferenza della discarica del Nugolaio di Cascina ( chiusa negli anni 70 e da allora riaperta per finanziare il recupero ambientale). La Giunta Regionale a maggio 2020 ha autorizzato il conferimento di nuovi rifiuti per coprire i costi economici della bonifica e di fatto ha consegnato nelle mani della Nuova Servizi Ambientali il destino futuro della Grillaia.

È arrivato il momento della trasparenza e il P.D. deve assumersi la responsabilità politica di chiedere ad Enrico Rossi ed alla sua giunta il ritiro della delibera o la sfiducia immediata dell’esecutivo
regionale.

La Regione Toscana ha da tempo rinunciato alla pianificazione degli impianti di trattamento dei rifiuti urbani, di quelli speciali e dell’amianto e ha scelto la strada del privato trascinando il settore
rifiuti nell’improvvisazione e nell’emergenza continua. L’unica soluzione è una mobilitazione pacifica dei cittadini nei territori a difesa dell’ambiente e della salute di tutta la Valdera un
comprensorio straordinario di cultura turismo e agricoltura verde di oltre centomila abitanti e di centinaia di attività compatibili con l’economia circolare ecosostenibile.

Il segretario provinciale PSI

Carlo Sorrenti

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