Cascina – Il corpo ritrovato in Arno appartiene a Claudia Meini

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Cascina – Il corpo ritrovato in Arno appartiene a Claudia Meini

Il cadavere trovato in Arno, il 25 aprile scorso, all’altezza di Campo è quello di Claudia Meini, la mamma 40enne scappata all’improvviso dalla casa dei genitori a Cascina un mese prima, in preda all’angoscia per la pandemia Covid-19. La comparazione del Dna ha consentito l’identificazione e il risultato, si apprende, è stato comunicato ai genitori nella serata di mercoledì. Un esito che ha messo fine ad un attesa durata giorni e carica di apprensione per i familiari della donna, proprio perchè problemi connessi all’emergenza sanitaria Covid-19, hanno rallentato sia l’esame autoptico che la comparazione dei profili genetici.

“Abbiamo sperato fino all’ultimo che non si trattasse di lei perchè avrebbe voluto dire che c’era almeno un’ultima possibilità di ritrovarla e riabbracciarla”, dice la mamma della donna, Graziella Giani con a fianco il marito Roberto. Claudia Meini si allontanò all’improvviso, quando stava per fare buio, in preda all’ansia: la mamma la vide, la rincorse, ma non fece in tempo a fermarla. Il buio la inghiottì. Poi di lei nessuna traccia, anche se le ricerche dei volontari e le indagini dei carabinieri della compagnia di Pontedera sono sempre andate avanti senza sosta. Unico indizio, nelle prime ore di ricerche, il fiuto dei cani molecolari che indicarono la presenza della Meini sulle sponde del fiume a San Casciano; e una ciabatta rinvenuta in un cantiere abbandonato pochi giorni prima che le acque restituissero il corpo. Il pubblico ministero Fabio Pelosi, si apprende, attende ancora l’esito della consulenza autoptica, determinante per dare un copione a questa storia finita con il più tragico degli epiloghi. Le cause della morte, unitamente a tutti gli altri elementi d’indagine, potranno chiarire tanti interrogativi di questa vicenda. Fino a quel momento ogni ipotesi resta aperta.

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