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Flessibilità di orari e lotta agli abusivi, ecco cosa devono garantire i nostri Comuni. A livello nazionale infatti almeno nel nostro caso, le Linee guida individuate dall’Inail e dall’Istituto superiore di sanità per il contenimento del rischio di contagio nei saloni di acconciatura e nei centri estetici, non rappresentano un ostacolo alla riapertura”. A parlare sono i portavoce locali di CNA Pisa Benessere Carlo Musto (acconciatura) e Antonella Orsini (estetica). “Rimane ancora l’incertezza sulla data per la quale stiamo aspettando le indicazioni a livello regionale, ma intanto possiamo dire che il quadro di norme nazionali non preoccupa più di tanto. Le linee guida Inail introducono, infatti, indicazioni ragionevoli per garantire la massima tutela per dipendenti e clienti, tema al quale le imprese del settore dedicano particolare e costante attenzione – proseguono – è necessario adesso che, in vista degli imminenti provvedimenti per la riapertura, attraverso il confronto tra Governo e parti sociali vengano conciliate le raccomandazioni tecnico-scientifiche con le caratteristiche delle imprese e la necessaria tenuta del sistema economico. L’adozione delle misure indicate potrebbe comportare, tuttavia, un aggravio dei costi per gli operatori mentre la necessità di rispettare le disposizioni in materia di distanziamento richiederà una maggiore flessibilità organizzativa. Gli orari di apertura e di lavoro dovranno consentire il recupero di una normale capacità di accoglienza giornaliera e su questo chiediamo ai Comuni massima disponibilità peraltro in alcuni casi già dimostrata (Volterra ad esempio).  In questa fase saranno molto importanti, pertanto, da un lato la collaborazione delle amministrazioni municipali che dovranno concedere una maggiore libertà di orario, dall’altro una più ampia disponibilità da parte di dipendenti e collaboratori delle imprese a orari di lavoro diversificati su un arco temporale più ampio e sulla base delle esigenze organizzative delle imprese”. 
“Tali raccomandazioni devono rappresentare il perimetro all’interno del quale le Regioni possano eventualmente intervenire in termini di maggiore flessibilità alla luce delle esigenze territoriali e dell’evoluzione dei contagi – aggiungono – siamo consapevoli che si tratta di un passo necessario per riavviare le attività che va però considerato applicabile per un tempo definito e, auspicabilmente, il più breve possibile”.

Altro tema su cui “chiediamo il massimo dell’impegno – si uniscono al coro i presidenti di CNA Cuoio Roberto Marzini e CNA Area Val di Cecina Juri Gabellieri – è la lotta serrata e incalzante verso tutte le forme di abusivismo da cui è colpito il settore benessere ed anche altri settori come abbiamo più volte denunciato come edilizia, impianti, officine. Si fanno pubblicità on line, sfruttano i social: non hanno pudore gli abusivi perché sanno che nessuno li perseguirà. Ma si deve cambiare rotta. Non è tollerabile che in un quadro sempre più complicato per le imprese corrette, chi è abusivo possa paradossalmente essere ancora più agevolato dalla sua fuga dalle regole. Se si vuole che queste vengano rispettate si parta dai veri abusivi e dagli evasori invece che concentrare le attenzioni su cavilli e adempimenti da parte delle imprese serie”.

 

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