Pisa – Protesta per la riapertura del mercato di via Paparelli

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Pisa – Protesta per la riapertura del mercato di via Paparelli

Manifestazione dei commercianti ambulanti stamani, 9 maggio, in via Paparelli, per chiedere la riapertura del mercato. A sostenere l’iniziativa è il sindaco di Pisa Michele Conti, che ha partecipato alla protesta: “Gli ambulanti chiedono solo di riaprire e di poter tornare a lavorare in sicurezza. A Pisa il mercato si svolge due volte a settimana nel parcheggio scambiatore di via Paparelli – ha scritto il sindaco su Facebook – uno spazio molto grande dove ci si può allargare e far rispettare le norme sul distanziamento sociale”.

“Questi commercianti – ha proseguito – fanno parte del popolo delle Partite Iva, guadagnano solo se possono svolgere la propria attività. Molti di loro non hanno ricevuto neanche i 600 euro per le lungaggini burocratiche ormai note; chiediamo quindi, insieme a loro, a Governo e Regione di consentire la riapertura dei mercati all’aperto”. “Qui saremmo pronti da subito – conclude – così come avevamo fatto per il settore agroalimentare e il florovivaismo. A Pisa abbiamo deciso di dare agli ambulanti un altro piccolo segnale, esentandoli dal pagamento del suolo pubblico per tutto il 2020″.

Sono scesi in piazza chiamati a racolta da Fiva Confcommercio Pisa alla presenza dei vertici della Confcommercio pisana, con in testa la presidente Federica Grassini e il direttore Federico Pieragnoli. Presenti anche l’assessore al commercio Paolo Pesciatini e i deputati della Lega Edoardo Ziello e Donatella Legnaioli.

“Ci tolgono la dignità del nostro lavoro e ci mettono sul lastrico – dice il presidente della Fiva Franco Palermo – quando siamo fermi da due mesi e lo Stato non ci ha dato un euro, lavorare diventa non più solo un diritto ma addirittura un dovere. Siamo esasperati e la situazione è insostenibile: in Toscana parliamo di 24mila persone tra imprenditori e collaboratori che rischiano la chiusura. Oggi, primi in Toscana e forse in Italia, ci siamo mobilitati per dare una spinta decisiva a chi deve decidere la riapertura e non può più fare finta che noi non esistiamo”.

“E’ necessario restituire dignità ad una categoria di imprenditori già in sofferenza, 2mila aziende di cui 700 si stanno interrogando se ci sono le condizioni di poter riprendere l’attività – la dichiarazione della presidente di Confcommercio Federica Grassini – ambulanti completamente dimenticati, in maniera ingiustificata, irrazionale e illogica, una categoria che lavora all’aperto e che più di ogni altra ha la possibilità di garantire lo stanziamento necessario. Molti di loro non sono qui oggi con i loro furgoni perché non hanno avuto aiuti dallo Stato e tra scegliere di mangiare o pagare bollo e assicurazione, hanno giustamente scelto la prima. Non si giustifica che il Governo italiano non abbia fatto differenziazione tra territori che hanno avuto situazioni emergenziali completamente diverse, e ad oggi non abbiamo indicazioni certe nemmeno per le modalità con le quali ci ritroveremo a riaprire”.

 

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