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La grande attesa, da vivere mentre la quarantena si attenua e lascia respirare i primi tiepidi venti di libertà. La società nerazzurra continua ad avere attenzione sia sui propri calciatori, sia su quelle che saranno le decisioni dei prossimi giorni, prima di poter dare il via alle convocazioni dei giocatori. Nei prossimi due giorni infatti si attendono le disposizioni del governo per decidere come e se proseguire la stagione, anche se molti fanno pressione, dopo le indiscrezioni emerse secondo le quali sia il premier Giuseppe Conte, sia il Ministro Vincenzo Spadafora avessero deciso di fermare la stagione in corso e potrebbero comunicarlo già domani. Proprio lunedì sera infatti il Ministro Spadafora, per delle dichiarazioni di troppo, era stato sommerso di critiche, visto che aveva chiuso la questione dicendo “per ora dei campionati non se ne parla nemmeno”, scatenando il putiferio. La Figc inoltre venerdì si riunirà per il consiglio federale, per capire anche quali modifiche regolamentari, quali provvedimenti e quali soluzioni attuare per le prossime settimane. Dalla Serie B intanto compare un’indicazione precisa: dal momento in cui si riprenderanno gli allenamenti collettivi, per ora fissati indicativamente al 18 maggio, ci vorranno tre mesi per concludere il campionato. “Quando partire lo stabilirà il governo”, disse il presidente della Lega B Mauro Balata nei giorni scorsi, proseguendo nella linea mai interrotta di attenersi alle disposizioni provenienti dall’alto. C’è anche un’altra tematica da non sottovalutare, quella del futuro del tifo negli stadi. Al momento tutte le indicazioni e le indiscrezioni, compresi i documenti emersi nelle scorse settimane da incontri con le parti sociali, portano a pensare che non si possa riprendere ad andare allo stadio prima di dicembre 2020-marzo 2021, ma potrebbe anche essere più tardi. Da una parte questo potrebbe risultare un vantaggio dal punto di vista organizzativo legato alla questione restyling dell’Arena, portando ad una accelerazione dei termini relativi a gara d’appalto e inizio lavori, dall’altra un danno economico enorme per quelle squadre, compreso il Pisa, che sono abituate a portare molti tifosi negli stadi, che rimarrebbero vuoti con buchi enormi dal punto di vista economico. Anche il presidente del Pisa Giuseppe Corrado nei giorni scorsi, interpellato su questo tema a Radio Bruno, lo ha confermato: “Chi non avrà uno stadio a regola d’arte non avrà la possibilità di aprirlo. Credo che alcune abitudini introdotte in questi due mesi rimarranno e prenderemo misure ancora maggiori”

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