CNA – La rabbia degli artigiani, “Fateci riaprire”

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CNA – La rabbia degli artigiani, “Fateci riaprire”

Il settore benessere, acconciatura e estetica, Ma anche il settore ristorazione e attività ricettive e una parte dell’artigianato artistico, il restauro, tutti afferenti alla Cna, dicono in coro: “Dobbiamo poter aprire, siamo in sicurezza”.

“È assurdo – attaccano Carlo Musto presidente Acconciatori CNA Pisa, Antonella Orsini Presidente estetica CNA Pisa – che dopo quasi due mesi di chiusura ancora non sappiamo se e quando poter riaprire, se non una data ipotetica peraltro non riportata nel DPCM, dei primi di giugno. Se stanno aperti settori ad alto rischio anche noi adottando le giuste ed opportune protezioni e cautele vogliamo e dobbiamo poter aprire”.

Anche il settore Horeca ( alberghi e ristoranti ) con il portavoce CNA Pisa Daniele Fagiolini lamenta “incertezze inaccettabili rispetto alle misure che renderanno possibili le riaperture. Oltre a non conoscere la data della nostra ripartenza sarebbe almeno utile avere una data di riferimento e che ci siano misure omogenee su tutto il territorio nazionale, o almeno delle norme specifiche per le località turistiche che sono quelle che risentiranno di più di questa situazione.

“Nel nostro tessuto economico e sociale, l’artigianato artistico è fatto da laboratori artigiani che nel loro piccolo non smettono mai di rinnovarsi, di trovare soluzioni originali ora alcuni codici dal 4 maggio potranno ripartire e questo è positivo, ma è rimasto fuori un settore importante, in modo incomprensibile come quello del restauro di beni culturali – spiega Barbara Pisani restauratrice del Consorzio Pisarum – una realtà lavorativa fatta da ditte individuali per la maggior parte, che hanno necessità di recarsi nei loro laboratori o sui cantieri, per portare avanti una attività che non è certo al pubblico.

“Purtroppo sappiamo già che tutto questo non basterà, – nota Sandra Ugolini portavoce del settore CNA Artistico e Tradizionale – molti di noi avranno bisogno di sviluppare il loro mercato non solo sulla vendita fisica dei prodotti, ma dovrà essere l’occasione per lanciare l’e-commerce e trovare una loro collocazione anche nell’on-line.”

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