Regione Toscana – Fase 2: le regole per il ritorno al lavoro

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Regione Toscana – Fase 2: le regole per il ritorno al lavoro

La Regione Toscana guarda al 3 maggio, data di scadenza del lockdown imposto dal Governo, e fissa i primi paletti che delimiteranno il ritorno al lavoro di centinaia di migliaia di persone. L’indicazione principale del Presidente Enrico Rossi è chiara: “Prima di discutere quando riaprire, occorre pensare a come”. Per trovare un accordo si sono susseguiti per giorni incontri a distanza, in videoconferenza, con sindacati, aziende ed associazioni di categoria. Le nuove raccomandazioni e prescrizioni, contenute nell’ordinanza del Presidente della Regione firmata ieri, sabato 18 aprile (la n. 38), riguardano sia le attività già aperte (esclusi ambienti sanitari, cantieri ed aziende dei servizi pubblici locali, per cui vale il protocollo condiviso il 14 marzo) sia le attività che dovranno riaprire.

L’approdo è stato triplice: un’ordinanza che fissa nuove regole e comportamenti da adottare, un patto di responsabilità per la sicurezza e la ripresa condiviso con datori di lavoro e parti sociali e una lettera, inviata al presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte, con la richiesta, a queste condizioni, di permettere la riapertura rapida di tremila imprese toscane che realizzano più di un quarto del fatturato sui mercati internazionali e il ritorno in fabbrica e nei laboratori dunque dei loro 90 mila lavoratori assieme ai 25 mila impiegati nella filiera. Un numero di addetti non così ampio, se si pensa che in Toscana vivono tre milioni e 700 mila persone e molti già lavorano. Quelle aziende e quei lavoratori, dati di Irpet alla mano, valgono però un terzo dei Pil regionale, qualcosa cioè come 33 miliardi di euro l’anno. Sono il settore della moda (dal tessile alla concia, dalla pelletteria alle calzature), l’oreficeria ma anche la meccanica, chi produce turbine o impianti e chi lavora i minerali.

Le regole

Primo punto, i trasporti: obbligo di guanti monouso e mascherine sui mezzi pubblici e pulizia delle mani prima e dopo l’utilizzo. Consigliato dove possibile l’uso di bicicletta e mezzi elettrici. Raccomandata la mascherina nell’auto propria, se con due persone a bordo.

Secondo punto, la distanza sociale in fabbrica, nei laboratori artigianali e negli uffici: non un metro ma almeno un metro e ottanta centimetri, come prescrive l’Organizzazione mondiale per la sanità. Se nella riorganizzazione dei processi produttivi questa distanza non potrà essere garantita, dovranno essere inseriti elementi di separazione tra le persone oppure usate mascherine FFP2 senza valvola (o due mascherine chirurgiche contemporaneamente) per chi lavora all’interno di uno stesso ambiente.

Le mascherine chirurgiche saranno obbligatorie sempre e dovranno essere fornite dal datore di lavoro: negli spazi chiusi in presenza di più persone, si specifica al punto tre, ma anche negli spazi aperti quando non è garantito il mantenimento della distanza personale. Chi ha febbre od altri sintomi influenzali, suggestivi di Covid-19, dovrà rimanere a casa: il datore di lavoro potrà misurare la temperatura ai dipendenti all’ingresso oppure raccogliere una loro dichiarazione.

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