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PISA – Mian dona un un ecografo

Come tutti gli italiani Maurizio Mian sta vivendo una fase di isolamento forzato, attenendosi rigidamente alle regole. Lo fa nella sua tenuta di Fauglia, quartier generale da cui porta avanti non solo i suoi studi, ma anche iniziative a scopo benefico. È infatti arrivato sabato al CISUP (Centro per l’Integrazione della Strumentazione dell’Università di Pisa) un ecografo donato da Mian in favore della lotta al Coronavirus: “Chiunque disponga di risorse economiche adesso come non mai è chiamato a fare qualcosa per la comunità – afferma l’ex presidente del Pisa Calcio – “questo ecografo è uno strumento molto utile in quanto permette di monitorare l’evolversi della malattia a livello polmonare”. La scelta di dare una mano concreta al mondo universitario nasce dal cuore. “Il legame con l’Ateneo è fortissimo – dice -, ho avuto quattro familiari che hanno insegnato a Pisa. Anch’io ho studiato e poi fatto ricerca qui, per poi dedicarmi ad altri settori. Nel prossimo futuro vorrei tornare ad essere utile, penso sia il modo migliore per mantenere vivo il ricordo dei miei miei cari e allo stesso tempo aprire una porta sul futuro. Questa emergenza ci insegna che dobbiamo investire molto di più nella conoscenza scientifica per essere pronti a fronteggiare le sfide del domani”. Sentito è il ringraziamento da parte dell’Ateneo pisano: “Con questo ecografo sarà possibile effettuare ecografie polmonari, studiando le alterazioni del polmone subito al di sotto della parete toracica” spiega il Prof. Davide Caramella, Ordinario di Radiologia dell’Università di Pisa. “Spesso le lesioni da coronavirus sono periferiche, vicine appunto alla parete toracica, quindi è fondamentale poter monitorare l’evoluzione delle stesse con l’ecografia. In tal modo si può evitare di spostare il malato dal letto, riducendo così il disagio per lui ma anche i rischi che conseguono ad un suo spostamento all’interno della struttura”. L’ecografo donato da Mian (costato attorno ai 100mila euro) è uno strumento che si colloca al confine tra l’assistenza e la ricerca, molto avanzato come tecnologia, adesso utile per i medici che trattano pazienti Covid, ma un domani non si esclude che possa avere anche altre applicazioni: “Passata l’emergenza – conclude il Prof. Caramella – sarà presa in considerazione la condivisione dell’apparecchiatura anche con altri specialisti operanti nell’Ospedale”.

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