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CASCINA – Mozione presentata dal consiglier comunale Paoli

Pubblichiamo la mozione presentata dal Consigliere Comunale Fabio Poli

Il Consiglio Comunale di Cascina,

   premesso che:

l’urbanistica è una disciplina che studia le trasformazioni di un territorio indirizzandone il preventivo funzionamento attraverso la redazione di un piano strategico. Gli strumenti utilizzati, Piani Strutturali e Piani Operativi Comunali, debbono fissare obiettivi e modalità d’intervento che consentano uno sviluppo equilibrato di rigenerazione, sviluppo, e tutela del territorio;

la moderna pianificazione urbanistica, attraverso il coordinamento di discipline diverse ma strettamente correlate (quali, ad esempio, l’architettura, l’ingegneria infrastrutturale e dei trasporti, l’ecologia e la progettazione ambientale, la sociologia…), è necessaria per attivare il riuso e il rammendo idrogeologico, sismico ed estetico delle risorse presenti sul territorio.

il piano strutturale intercomunale rappresenta, quindi, un atto fondamentale per lo sviluppo del nostro territorio e, più in generale, un modello sociale ed economico che già in fase di elaborazione necessita di un processo partecipativo e di suggerimenti d’idee per poter realizzare un modello di coesione sociale in cui si crede;

il convegno “Pisa nel futuro”, recentemente promosso dal Comune di Pisa, aldilà della pura enunciazione “sull’avvio del percorso per il nuovo Piano Strutturale Intercomunale insieme al Comune di Cascina” ha posto esclusiva attenzione al ripensamento di Pisa per poter dare “nuova vita a quelle parti della città oggetto di uno sviluppo caotico e privo di un disegno organico”. Nel corso del convegno è stato ipotizzato uno sviluppo urbanistico che, “guardando al 2050 e non al domani”, presti interesse e dia avvio:

  • alla rigenerazione urbana di Pisanova, San Biagio, San Michele, San Marco e San Giusto;
  • ai ruderi bellici del Lungarno Galilei e della Cittadella, al nuovo Parco Urbano di Cisanello,
  • alla necessità insediativa delle tre Università rivolta al territorio di San Giuliano Terme, perchè la zona dei Praticelli è più contigua alla città,
  • al progetto della tramvia sulla tratta Stazione-Cisanello per ricucire il centro con il quartiere di Pisanova,
  • al servizio metropolitano Stazione-San Rossore da estendere anche al Litorale per favorire l’intermodalità con le vie d’acqua e gli scambi People-mover-battello, battello-bici, tram-bici, treno-bici, ad incrementare l’uso della bicicletta attraverso il completamento del sistema delle ciclovie del Tirreno dal Calambrone all’Arno per concludere una rete urbana attualmente costituita da tratte scollegate;

il nostro territorio necessita, invece, di azioni di governo e di risposte urgenti ed indifferibili in termini di ricerca e di salvaguardia di un modello equilibrato di sviluppo economico; di miglioramento dei servizi per la riduzione della pressione fiscale e tributaria, di ottimizzazione e semplificazione burocratica, di difesa complessiva delle specificità e delle identità storiche da tradurre conseguentemente in cultura, arte, conoscenza e occupazione, necessarie a difendere gli interessi di una comunità e ad incidere sulle esigenze e sulla qualità della vita della stessa;

il Partito Socialista, in questi mesi, ha incontrato le rappresentanze di diverse parti sociali ed ha raccolto una serie di istanze sulle quali il firmatario del presente atto intende sollecitare, fin da subito e per quanto di competenza, impegni seri e circostanziati da parte della giunta comunale di Cascina, 

impegna la Giunta comunale:

  • a riferire da subito, in Consiglio Comunale, per promuovere ogni immediata e possibile iniziativa che garantisca pari dignità ad entrambi i territori interessati dal Piano Strutturale Intercomunale di Pisa e Cascina;
  • ad adottare ogni iniziativa opportuna per la revisione ed il rilancio del Polo scientifico e tecnologico, quale elemento di rilievo del territorio cascinese, per favorire sia l’insediamento di ulteriori start up, che con investimenti esigui creano lavoro diffuso, che di incubatori ed acceleratori di impresa del settore hi-tech per facilitare le connessioni tra il mondo dell’industria e quello della ricerca;
  • a predisporre iniziative efficaci e di radicale revisione della politica territoriale sul commercio per restituire all’area commerciale del Nugolaio la necessaria attrattiva d’impresa e una dignità insediativa volutamente sottratta dalle scelte che hanno consentito la trasformazione di una zona del territorio pisano, inizialmente destinata alla cantieristica, in un’area dedicata alla grande distribuzione;
  • a prevedere specifiche iniziative tese a migliorare il trasporto pubblico prevedendo un servizio metropolitano di superficie, Empoli-Pisa, che consenta il collegamento di tutti i piccoli centri del nostro territorio con la città. La sostituzione della gomma con la rotaia ridurrebbe gli attuali tempi di percorrenza del bus, ormai improponibili, e favorirebbe, oltre ad un uso più razionale e godibile dell’automobile, la drastica diminuzione del traffico giornaliero sulla T. Romagnola e sulla Fi-Pi-Li nella tratta Pontedera – Cascina – Pisa, che rende il nostro territorio uno dei più attenzionati per inquinamento da polveri sottili;
  • a promuovere, presso il MIT, tutte le iniziative necessarie per prevedere la possibile pianificazione di una linea ferroviaria veloce, con tempi di percorrenza europei, tale da consentire il collegamento tra lo scalo Aeroportuale di Pisa e la dorsale dell’alta velocità di Firenze. Ciò favorirebbe il livello di competitività dello scalo pisano, ormai condizionato dall’asse Firenze-Bologna, ponendo Pisa all’avanguardia nel panorama italiano e europeo dal punto di vista della mobilità sostenibile. Facilitando l’indubbio incremento del traffico passeggeri, e dei flussi turistici, si innescherebbe un ciclo economico virtuoso di cui beneficerebbe non solo Pisa ma anche l’intera cintura territoriale e, non in ultimo, gli operatori di Toscana Aeroporti. Allo scopo, non si può sottacere quanto avvenuto in passato quando l’area costa ha usufruito di investimenti importanti ed accordi di programma esclusivamente dedicati al raddoppio della linea ferroviaria Pistoia-Lucca, alla riqualificazione dell’area portuale di Livorno e alla costruzione della nuova Darsena Europa, alla complanare di Lucca per migliorare i collegamenti con la Valle del Serchio e con il nuovo Ospedale cittadino, allo sviluppo infrastrutturale della linea ferroviaria Lucca-Castelnuovo Garfagnana con la creazione di uno scalo merci che possa favorire l’operatività delle industrie cartiere, di rilevanti dimensioni, presenti;
  • ad attuare specifiche iniziative finalizzate ad incrementare il sistema di ciclovia e l’uso della bicicletta che veda naturalmente coinvolto il territorio di Cascina per meglio integrare l’attuale pista ciclabile dedicata al percorso turistico delle Pievi Romaniche, al collegamento con la Certosa di Calci e con il Monte Pisano, all’accesso al parco termale di Uliveto Terme utilizzando quanto già realizzato sul territorio di Vicopisano;
  • a promuovere la previsione di un terzo ponte tra gli abitati di Zambra e San Lorenzo alle Corti così da ridurre i flussi di traffico, ancora costretti all’utilizzo dei due ponti sull’Arno realizzati nel periodo pre-bellico, razionalizzare il nodo stradale di Caprona, e favorire un miglior collegamento tra il nostro territorio e la S.P. Vicarese che, una volta adeguata, consentirebbe una miglior connessione con il Lungomonte e la variante nord-est di Pisa;
  • ad intraprendere ogni opportuna iniziativa affinché Cascina si veda assegnato un posto permanente presso la Conferenza Università Territorio. Si rende indispensabile un’azione sinergica e condivisa perché il ruolo di periferia, che oggi si va delineando, diventi invece la grande scommessa urbana dei prossimi decenni e non antesignana di un possibile degrado. La periferia per diventare urbana, nel senso anche di civile, non deve essere ampliata a macchia d’olio ma cucita e fertilizzata con strutture pubbliche creando quella “green belt”, quella cintura verde, come la chiamano gli inglesi, che definisca con chiarezza il confine invalicabile tra città e campagna;
  • a promuovere e sostenere un’idea di città che ponga un limite a una crescita economicamente insostenibile rendendo i trasporti pubblici e la raccolta della spazzatura sempre più disordinati e lontani. Oggi la crescita deve essere implosiva anziché esplosiva, si deve costruire sul costruito per portare nella periferia un mix di funzioni. La città giusta è quella in cui si dorme, si lavora, si studia, ci si diverte e si fa la spesa. Se ci sono funzioni come teatri, ristoranti, musei, dipartimenti universitari, si creeranno dei luoghi per la gente, dei punti d’incontro e di aggregazione, dove condividere dei valori e celebrare un rito che si chiama urbanità;
  • a prevedere iniziative che favoriscono lavori di rammendo e di riparazione in ogni ambito: idrogeologico, sismico e estetico. Con l’adeguamento energetico e funzionale degli edifici esistenti si possono ridurre in pochi anni i consumi energetici del 70-80 per cento. Il consolidamento, l’adeguamento energetico, il piccolo ampliamento necessario a riunificare i nuclei familiari, il riuso degli edifici degradati, i cantieri leggeri da destinare ad interventi di microchirurgia che rendono le abitazioni più belle, vivibili ed efficienti, consentirebbero alla piccola impresa artigiana di innescare con piccoli capitali un ciclo virtuoso favorendo una sorta di bellezza che non è per nulla inutile o cosmetica, ma che si traduce in cultura, arte, conoscenza, e in un serbatoio di occupazione. Nelle periferie non bisogna distruggere, bisogna trasformare e, per questo, occorre il bisturi e non la ruspa o il piccone;
  • ad attuare, nel caso in cui tali linee di sviluppo non trovassero formale accoglimento nel Piano Strutturale Intercomunale di Pisa e Cascina, attualmente in fase di elaborazione, l’uscita immediata dal tavolo di lavoro recentemente costituito.

 

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